Tribunale di Milano: Stop alle Iptv che offrono streaming per le partite di calcio

Stop alle Iptv che offrono streaming per le partite di calcio: a stabilirlo è la sentenza del Tribunale di Milano emessa il 30 gennaio scorso, che – in accoglimento del ricorso presentato dalla Lega di serie A contro No Freeze Iptv – ha imposto alle grandi compagnie telefoniche di provvedere al blocco definitivo di una tra le più diffuse Tv Pirata.  

Quindi, 4 giorni di tempo massimo per far chiudere i battenti ad una delle Iptv più popolari tra gli utenti ed il Tribunale ha stabilito in aggiunta che, per ogni eventuale giorno di ritardo, è prevista – quotidianamente – una sanzione di 5.000 euro.

Sito No Freeze Iptv: la decisione del Tribunale milanese

Il sito No Freeze Iptv è stato ospitato sui server di World Stream B.V., una società Olandese che ha contribuito allo sviluppo senza precedenti della pirateria televisiva che ha fatto registrare, durante la scorsa stagione calcistica, un incremento pari al 64% delle trasmissioni illegali in diretta streaming.

Quindi, per i giudici milanesi sarà compito degli operatori di telefonia fissa provvedere a bloccare l’accesso al sito condannato (e ad eventuali IP ad esso collegati) da parte degli utilizzatori titolari dell’utenza e che abbiano sottoscritto un contratto con le varie compagnie TIM, Wind, Tiscali, Fastweb e così via.

Questo è un passo determinante nella lotta contro la pirateria che chiama in causa direttamente gli operatori telefonici, considerando loro parte attiva per contrastare l’azione delle Iptv illegali e per ottenere riscontri importanti per sradicare il problema.

La pirateria è un reato: l’intervento del Presidente della Lega

Chiaramente, la pirateria è una violazione delle regole e, pertanto, è giusto che venga punita sia perché costituisce reato sia perché arreca danni oggettivi alle società che propongono determinati servizi.

Non a caso, nelle settimane addietro, era stato il Presidente della LegaGaetano Miccichè – ad alzare la voce lamentando una situazione diventata insostenibile.

La pirateria è un crimine che danneggia non solo il patrimonio dei club e degli appassionati di calcio – ha affermato Miccichè – ma priva anche tutto il movimento del calcio delle risorse necessarie alla crescita.”

Il Presidente, inoltre, ha sottolineato la necessità di contrastare senza riserve la pirateria grazie ad una doverosa sinergia tra il lavoro svolto dalle istituzioni, dalle autorità e dalle forze dell’ordine.

Dopo che le Iptv hanno minato i diritti televisivi regolarmente acquistati, arrecando grossi danni alle società che offrono il servizio della trasmissione delle partite di calcio, come un boomerang, tutto è tornato indietro e – questa volta – il Tribunale di Milano ha sferrato ai pirati televisivi un duro colpo da digerire, che potrebbe costituire il primo passo consapevole verso l’eliminazione di questi sistemi.

Il sistema sanzionatorio

Negli ultimi anni, le Iptv hanno raggiunto numeri impressionanti di utenti che usufruiscono illegalmente dello streaming degli eventi sportivi più importanti, anche grazie al fatto che la loro configurazione è molto pratica e semplice e che sono facilmente acquistabili online a prezzi particolarmente bassi, disponibili anche su popolari siti di E-Commerce.

In ogni caso, se si fa una riflessione, il risparmio in termini economici – di certo – non risulta un vantaggio dato che la pirateria televisiva è un reato perseguibile ai fini di legge sia con la reclusione sia con multe salatissime per coloro che trasmettono tale servizio.

Ma, anche i fruitori delle Iptv sono responsabili allo stesso modo e le sanzioni previste sono ancora più pesanti per loro: multe anche superiori a 25.000 euro e fino a tre anni di reclusione, le pene da scontare per chi usufruisce di servizi illegali televisivi.

Si tratta, quindi, di una concorrenza sleale, dato che le Iptv non sono soluzioni ma – al contrario – sono da considerare come problemi e – da quando hanno piantato la bandiera della loro presenza – hanno dirottato verso di loro numerosi utenti che hanno così lasciato Sky, Netflix, DAZN o Premium, causando enormi danni economici ad aziende che svolgono il loro operato nel pieno rispetto delle regole.

In questo quadro generale, si è inserito il reclamo da parte della Lega di Serie A che, vincendo il ricorso contro No Freeze Iptv, ha dato una grossa spallata all’illegalità grazie al cartellino rosso che il Tribunale di Milano ha estratto contro il responsabile di un servizio dannoso per la televisione e per il calcio italiano, e grazie al pugno di ferro ed alle misure adottate nei confronti degli operatori telefonici.

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