Liste IPTV Illegali

Se, da un lato, la tecnologia interessa ogni aspetto della vita quotidiana e tende a migliorarla ed a garantire l’abbattimento delle barriere spazio – tempo, dall’altro rende gli utenti prede facili del suo lato più oscuro e, anche, pericoloso.

A tal proposito, occorre precisare che le assolute e – oseremmo dire – negative novità del momento sono rappresentate, senza dubbio, dalle liste IPTV che stanno “infiammando” il dibattito sulla pirateria televisiva e l’uso delle quali – se illegali –  espone i fruitori a rischi notevoli e non sempre esplicitati.

Liste IPTV: cosa sono?

In generale, con l’acronimo IPTV (Internet Protocol Television) si indica un sistema che garantisce la possibilità, mediante internet, di fruire di contenuti video in diretta ed in formato digitale.

In buona sostanza, la lista IPTV è una serie di link da cui si possono visionare i canali in streaming.

Naturalmente, l’evoluzione della tecnologia e la digitalizzazione hanno portato numerose reti televisive ad approdare sul web per raggiungere un target sempre più ampio ed abbracciare grandi fette di pubblico.

Le liste Iptv propongono prodotti numerosi che lasciano ai consumatori l’imbarazzo della scelta: però, il confine tra il lecito e l’illecito è veramente molto sottile e, purtroppo, viene spesso consapevolmente varcato, catapultando gli utenti in una “zona ombra” che costituisce reato e dà il via libero alla pirateria.

Infatti, non è difficile cadere vittime di qualche malintenzionato che offre liste private a pagamento contenenti non solo i canali in chiaro, ma anche quelli a pagamento di Premium e Sky.

Liste Iptv Sky, Premium e DAZN

Liste Iptv” è una delle chiavi di ricerca maggiormente utilizzate su internet per ottenere risultati in merito ai contenuti televisivi diffusi, live o on demand, tramite la connessione internet. Spesso, si parla anche di IPTV Sky, IPTV Premium, Pezzotto, IPTV DAZN, parole – queste – dietro alle quali si celano, fin troppo spesso, abbonamenti illegali acquistabili a prezzi apparentemente vantaggiosissimi attraverso metodi, però, perseguibili ai fini di legge.

Esistono, poi, modelli di Decoder Sat che vengono appositamente modificati per la fruizione del servizio illegale.

Nell’ambito della pirateria satellitare, il card sharing è un modo illecito per condividere un unico abbonamento regolarmente sottoscritto con una o più emittenti satellitari, collegando più decoder modificati, sprovvisti di contratto.

Le liste IPTV sono molto semplici da utilizzare e si presentano sotto forma di playlist che contengono dei collegamenti ipertestuali che, una volta cliccati, consentono la visione dei contenuti in streaming.

Liste IPTV: quali sono le categorie?

Le liste IPTV si dividono in due categorie:

  • Liste IPTV pubbliche: sono fruibili gratuitamente e la loro stabilità è garantita sì dalla presenza degli operatori che si occupano della trasmissione di contenuti in chiaro, ma la visione non è lineare e, spesso, si interrompe anche a causa dell’elevato traffico. Tali liste Iptv sono facilmente reperibili su internet e, in alcuni casi, sono scaricabili delle apposite app per il mobile.
  • Liste IPTV private: rispetto a quelle pubbliche, le liste IPTV private sono soluzioni a pagamento – proposte anche ad alta definizione e ben visibili perché riservate ad un pubblico ristretto – ma frutto di “furti” di contenuti che sconfinano nell’illegalità.

Questo tipo di liste determinano gravi rischi sia per coloro che le rendono disponibili online sia per tutti quelli che usufruiscono di questo servizio “sporco”.

Più nello specifico, gli utenti stabiliscono un contatto con chi propone la vendita di tali prodotti, al quale segue l’accordo ed il trasferimento di denaro che, solitamente, avviene su circuiti non tracciabili, oppure il servizio illecito viene pagato tramite il pagamento con criptovalute.

Liste IPTV e Sanzioni

Complessivamente e salvo eccezioni particolari, se le liste IPTV risultano chiaramente illegali, è doveroso precisare che anche alcune di quelle pubbliche potrebbero presentare caratteristiche e condizioni che rientrano tra le “cose che non si fanno”.

Fino a qualche tempo fa, l’illecito commesso da chi utilizzava questi servizi (senza condividerne i contenuti) era punibile con l’irrogazione di una pena pecuniaria pari a 154 euro.

La Cassazione, con la sentenza n. 46443/2017, ha deciso di considerare il reato anche come penale e, pertanto, ad oggi chi lo commette rischia un’immensa di 2.000 euro e la detenzione di 4 mesi.

LISTE IPTV: il calcio nel mirino dei pirati

I contenuti pirata soggetti a divulgazione sono, soprattutto, quelli sportivi. In particolare, l’illegalità – come sopra già espresso – mira a “rubare” in casa delle piattaforme televisive più famose: ecco perché si parla di IPTV Sky, IPTV Premium, IPTV Dazn che nascono per sabotare le note reti a pagamento che detengono i diritti televisivi sulle partite sia del campionato di calcio italiano sia di quello internazionale.


In Italia, la pirateria sta assumendo proporzioni rilevanti e preoccupanti. Il fatto che si tratti di servizi illegali è dimostrato, anche, dal fatto che i pirati informatici per la fruizione del contenuto consigliano la tecnologia VPN, una delle pochissime (se non l’unica in assoluto) che garantisce la navigazione anonima e che, pertanto, rende impossibile risalire all’identità di chi commette il reato.

In Italia, i dati relativi alla diffusione della pirateria stanno assumendo proporzioni rilevanti e preoccupanti tanto che si è reso necessario introdurre il “Daspo Online” con il quale si impone un blocco delle attività illecita di distribuzione di contenuti video.

Liste IPTV illegali: Conclusioni

In virtù di quanto detto, le liste Iptv risultano, a tutti gli effetti, illegali.

Nel momento in cui si procede alla condivisione (pirateria) dei contenuti acquistati da società, che hanno pagato per ottenere i diritti per la diffusione di determinati eventi, si commette reato e si arreca danno ai produttori ed a tutto il mercato.

Ecco perché, l’uso di tali tecnologie deve essere boicottato e tutti coloro che decidono di pagare per il “Pezzotto” sono da considerare colpevoli – non solo per la fruizione del servizio avvenuta in modo illegale – ma, soprattutto, perché considerati complici di un sistema gestito da truffatori.

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