IPTV: Le Iene accusano gli utenti TIM, Vodafone e Wind, sanzioni in arrivo

Si definisce IPTV quel sistema di trasmissione di segnali televisivi su internet: si tratta di un metodo esistente già da tempo, la cui diffusione è divenuta maggiore in relazione alla crescita della banda larga.

Solo in Italia, milioni di utenti vi accedono con il solo aiuto di tre elementi: una connessione veloce, un dispositivo sul quale installare l’apposita applicazione (tablet, tv, pc, smartphone) e un codice, vale a dire un file di testo m3u di una decina di pagine comprendente un notevole quantitativo di link TS o MP4.

Il sempre maggiore utilizzo dell’IPTV, letteralmente Internet Protocol TeleVision, ha arrecato enormi pregiudizi all’attività svolta dalle grandi aziende operanti nel settore della tv a pagamento da decenni.

Molte persone, in considerazione dell’avvento di tale servizio, hanno preso la decisione di abbandonare Sky o altre compagnie analoghe per ricorrere al suddetto metodo illegale.

Ovviamente, ciò che ha di più suscitato l’interesse dei clienti è stato il prezzo irrisorio da pagare per beneficiare della visione di una vasta gamma di canali.

Infatti, com’è noto, non manca all’appello alcuna piattaforma e alcun canale, essendo visionabili addirittura i canali On Demand.

Tuttavia, nonostante tale apparente convenienza, è da sottolineare come l’IPTV dovrebbe, invece, rappresentare per gli utenti una fonte di preoccupazione dal momento che, più volte, il suo utilizzo ha arrecato loro notevoli pregiudizi.

Già tempo fa, Le Iene, noto programma in onda su Italia 1, ha trasmesso ai propri telespettatori un servizio su quelli che potrebbero essere i problemi e le sanzioni derivanti dall’utilizzo dell’IPTV.

Il pezzotto: il decoder pirata per avere Sky, Dazn e Netflix a 12 euro al mese.

 

La convenienza e i problemi dei siti IPTV

Sono sempre più numerosi gli utenti che, ogni giorno, decidono di utilizzare i siti IPTV al fine di accedere ai canali di Sky e Mediaset Premium senza dover pagare cifre esorbitanti.

In ogni caso, ben si comprende come la normativa italiana consideri la pratica appena descritta come illegale: essa prescrive per gli utilizzatori del servizio condanne con pene detentive nonché l‘irrogazione di sanzioni amministrative molto esose (dai 2.000 ai 25.000 euro).

L’inizio della stagione sportiva, in particolar modo, porta ogni anno migliaia di utenti a ricercare la soluzione perfetta, ovvero gratuita e in grado di garantire una visione eccellente, per godersi le partite della propria squadra del cuore, risparmiando così ingenti somme di denaro.

Infatti, anche se i costi degli abbonamenti offerti dalle grandi aziende, come Sky e Mediaset Premium, siano stati ridotti rispetto a quelli del passato, essi sembrerebbero essere ancora troppo elevati.

Proprio per questo motivo, la cosa migliore da fare è ricorrere all’utilizzo delle piattaforme IPTV: ciò consente, mediante l’utilizzo di una semplice connessione ad Internet, di avere accesso ad un ampio numero di canali televisivi, sia stranieri sia italiani.

La normativa non condanna gli utenti che guardano le partite di calcio commentate in una lingua diversa da quella italiana, ma l’atto illecito sorge quando l’utente tenta di connettersi alle cosiddette Pay TV, come ad esempio Mediaset Premium e Sky, in maniera totalmente gratuita.

IPTV: un mondo rischioso

Attualmente, addentrarsi nel mondo dell’IPTV potrebbe risultare una scelta rischiosa dal momento che la nota illegalità del servizio è sottoposta ad una dura repressione da parte della legge.

Proprio per questo motivo, sembra che le grandi aziende abbiano preso
la decisione di ribellarsi nei confronti di questo fenomeno, il quale inevitabilmente determina il loro indebolimento nonché truffe e danni patrimoniali, oltre che di immagine.

Tuttavia, c’è da dire che molti utenti non vogliono rinunciare al suddetto servizio poiché rappresenta una notevole opportunità di risparmio derivante dall’utilizzo di una piattaforma a basso costo.

Infatti, si può dire che il prezzo da pagare è davvero irrisorio se si pensa che esso ammonta a circa 10 euro al mese. Inoltre, per tale cifra viene garantita, oltre che una buona qualità, anche la visione di contenuti on demand nonché in diretta.

Il noto programma televisivo Le Iene avevano trasmesso un servizio attraverso il quale consigliavano agli utenti di desistere dall’utilizzo delle IPTV. Purtroppo, però, sembra proprio che tale consiglio non sia stato ascoltato.

IPTV: illegalità e multe salate!

L’IPTV, già a partire dalla sua nascita, ha riscosso un enorme successo tra gli utenti che, senza saperlo, si sono messi in seri pasticci.

Infatti, una parte di utenti, ad oggi, è stata sanzionata con multe piuttosto salate. In più, si segnala anche la chiusura di un noto portale, il cui accesso è stato da poco vietato. Per quanto concerne le sanzioni, tuttavia, come già anticipato da Le Iene, esse ammontano a cifre molto esose che vanno dai 2.000 ai 25.000 euro.

La chiusura delle piattaforme IPTV

Dopo aver utilizzato per molto tempo un servizio illegale, molti utenti hanno deciso di abbandonare l’IPTV. La sentenza emessa dal Tribunale di Milano il 30 gennaio scorso ha imposto alle grandi compagnie telefoniche di provvedere al blocco definitivo di una tra le più diffuse Tv Pirata, No Freeze IPTV, oggi non più disponibile.

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