Diritti Tv Serie A, piano De Laurentiis: media company Lega e canale autonomo

Durante un incontro informale all’Hotel St. Regis a Roma, il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis ha mostrato ai presidenti delle altre squadre di massima serie il suo progetto per i diritti Tv Serie A. Il succo del piano De Laurentiis è questo: creare un canale Tv autonomo ed una media company di proprietà della Lega.

L’idea è di puntare su fondi di private equity (fondi di debito) per finanziare la start up (un semplice veicolo finanziario) senza dover cedere una percentuale, quindi non come partner di capitale. Gli investitori esterni nel suo piano sarebbero solo dei finanziatori, non soci.

Avere un canale proprio significa per la Lega poter gestire autonomamente i diritti Tv nazionali e internazionali. È una decisione importante, un modello di business essenziale per il futuro della Lega. Un modello a cui aveva già pensato un anno fa Mediapro ed a cui Wanda sta già lavorando. Ci sarebbe la possibilità che il gigante cinese Wanda Group presenti un’offerta su due modelli (diretto e indiretto).

La prospettiva è quella di rendere la Lega editore di una società di produzione in grado di curare la diretta delle partite di calcio, un magazine ed una serie di prodotti ancillari da vendere agli operatori del mercato.

Il presidente del Napoli vuole sbarazzarsi di Sky. Qualora dalla pay tv e dagli altri broadcaster non dovesse arrivare una proposta economica soddisfacente per il triennio 2021-2024, De Laurentiis propone di fare da soli.

Diritti TV Serie A piano De Laurentiis: l’incontro all’Hotel St. Regis di Roma

L’incontro all’Hotel St. Regis di Roma è stato interlocutorio. Un gran numero di alti esponenti del club di serie A si sono rivisti dopo lo stop causato dalla pandemia Covid-19.

Al meeting informale è stato presentato il piano De Laurentiis per i diritti tv della Serie A. Hanno preso parte alla riunione 17 società su 20 sia fisicamente che in videocall.

Tra gli altri, erano presenti Claudio Lotito (presidente della Lazio), Paolo Scaroni (Milan), Massimo Ferrero (Sampdoria), Enrico Preziosi (Genoa), Maurizio Setti (Verona), Giovanni Carnevali (ad del Sassuolo), Joe Barone (dirigente della Fiorentina) e Guido Fienga (Ceo della Roma).

Assenti: Juventus, Brescia e Spal.

L’iniziativa è stata apprezzata dai presidenti ma tutto è ancora da definire.

In particolare, il presidente del Verona Maurizio Setti ha commentato:

E’ stata una buona iniziativa, ora vediamo di capire se ci sono le possibilità di fare le cose fatte bene. Non ne parliamo ancora, ma una cosa abbiamo capito, che il calcio italiano vale molto”.

Al termine dell’incontro, i presidenti si sono salutati con l’intento di confrontarsi nuovamente su questo piano, rimandando ulteriori approfondimenti nella stessa location lunedì prossimo 28 luglio. E’ necessario confrontarsi dal vivo prima dell’assemblea di fine luglio e dopo che i fondi d’investimento nella media company interessati avranno fatto le loro offerte.

In attesa delle offerte dai fondi vincolanti

Il piano non è, di certo, destinato a concretizzarsi nell’immediato. Potrebbe vedere il suo inizio a partire dal triennio 2021-2024 in quanto, fino a quel momento, i diritti tv sono detenuti da Sky e Dazn.

Scade oggi, venerdì 24 luglio, il termine per le proposte vincolanti dei fondi. Potrebbero essere 6 (Cvc, Bain, Advent, Tpg, Apollo e General Atlantic). Il gruppo Cvc è stato il primo ad avviare le trattative con il presidente della Lega Paolo Dal Pino. Cvc aveva valutato un 20% della media company della Serie A (2,2 miliardi di euro circa).

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, se il bando non garantirà i minimi richiesti, le società valuteranno la strada del canale di Lega.

Entro le 18,00 di oggi, il presidente Dal Pino, affiancato da Lazard in qualità di advisor finanziario, attenderà la presentazione delle proposte dei private equity.

Giovedì 30 luglio è convocata l’assemblea dei club.

In autunno, verrà lanciato il bando per i diritti Tv del prossimo triennio 2021-2024. Ovviamente, prima dell’autunno, bisognerà scegliere il tipo di media company da mettere in campo. Sì, perché l’idea di coinvolgere investitori esterni nel piano De Laurentiis come finanziatori e non come soci non mette d’accordo tutti i presidenti. La realizzazione di questo progetto divide i club.

Diritti TV Serie A: piano De Laurentiis, proposta di Dal Pino o quella di Lotito?

C’è chi appoggia il presidente della Lazio Claudio Lotito, chi il piano De Laurentiis e chi la proposta di Dal Pino.

Mentre De Laurentiis spinge per un finanziamento esterno senza che i fondi diventino soci al 15% della media company, Lotito propende per un’altra soluzione: affidarsi a Wanda come partner finanziario e industriale per allestire Lega Channel.

I maggiori club sostengono l’orientamento di Dal Pino di aprire la partnership (fino ad un massimo del 15%) ai fondi d’investimento.

Il piano De Laurentiis è appoggiato da alcuni club come Inter, Juve, Milan, Roma e Torino, convinti che sia necessario dotarsi di una nuova managerialità, pur condividendo politiche e strategie con un fondo d’investimento.

Il dibattito resta aperto in attesa delle offerte dei fondi e dell’assemblea fissata per il 30 luglio.

C’è, poi, da risolvere la bollente questione della rata milionaria che Sky non ha pagato e che, perciò, è stata trascinata in Tribunale.

All’approssimarsi della vendita dei diritti tv Serie A del triennio 2021-2024, la Lega sta cercando di superare le divisioni interne. Cerca l’unità per fronteggiare le prevedibili offerte al ribasso di Sky nel prossimo bando.

Con un’eventuale approvazione della maggioranza dei club, la Lega dovrebbe trovare un partner tecnico per sviluppare il canale. Si pensa alla Tim che, da oltre 20 anni, è sponsor della Serie A.

Piano De Laurentiis: utili fino a 2,6 miliardi di euro all’anno

La Lega sta giocando la partita più dura e più importante per il futuro economico dei club: la vendita dei diritti TV serie A per il triennio 2021-24.

L’obiettivo è chiaro: incassare più soldi possibili con la produzione e distribuzione delle partite del campionato di Serie A.

La media company con gestione autonoma della Lega voluta da De Laurentiis andrebbe a massimizzare i profitti dai diritti Tv autoproducendo e commercializzando in proprio le immagini del campionato, da rivendere a broadcaster e piattaforme. In base alle necessità degli acquirenti, la media company venderebbe solo le immagini oppure le partite con commenti ed interviste di pre e post-gara.

I diritti TV sono legati alla serie A, Coppa Italia e Super Coppa. E’ stato stabilito un prezzo fisso per l’abbonamento: 36 euro al mese.

Il progetto De Laurentiis per il canale Serie A punta su ricavi da 2,3 a 2,9 miliardi di euro in 5 anni, con 5,2 milioni di abbonati ed utili (alla fine del quinquennio) fino a 2,6 miliardi di euro annui. In tal modo, le 20 squadre diventerebbero padrone dei propri contenuti (dirette, interviste, ecc.) creando un vero e proprio canale ufficiale della Lega. L’obiettivo numero uno è raddoppiare gli introiti e le risorse per il calcio italiano, nell’arco di pochi anni.

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